Canto V – lussuriosi – Inferno – Divina Commedia

 
Posto all’entrata del secondo cerchio dell’inferno, Dante e Virgilio incontrano Minosse, mostro orribile e terrificante a cui è dato il compito di ascoltare, valutare e giudicare i peccati delle anime dannete. Udito il tipo di peccato, li attorciglia con la coda tante volte, quanti sono i cerchi di destinazione.Minosse si accorge della presenza di Dante (un vivente) e cerca di ostacolarlo nel suo cammino, è qui che Virgilio ripete la frase che pronuncerà (in tutta la divina commedia) per due volte in maniera esattamente uguale e per la terza volta con qualche variazione, "vuolsi così colà dove si puote /ciò che si vuole, e più non dimandare" (questa è la volontà di chi detine il potere, non chiedere altro), quietato anche questo spirito infernale, i due poeti continuano il loro cammino e giungono in un luogo "privo di ogni chiarore", dove le anime vengono trascinate di qua e di la, da un vento impetuoso, facendoli vorticare e sbattere fra di loro, la furia di queto vento non ha mai fine, sono le anime dei LUSSURIOSI, travolte in vita da grande passione, sono tormentate in eterno da questa violenta tempesta.
E chi troviamo in questo cerchio??? i famosissimi Paolo e Francesca, amanti infelici, uccisi dal marito di lei.
" Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
  prese costui de la bella persona
  che mi fu tolta; e’l mondo ancor m’offende
  Amor, cha nullo amato amar perdona,
  mi prese del costui piacer si forte,
  che,come vedi, ancor non m’abbandona
  Amor condusse noi ad una morte.
  Caina attende chi a vita ci spense."
 
 
 
 
 
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2 risposte a Canto V – lussuriosi – Inferno – Divina Commedia

  1. Carlo ha detto:

    Il peccato fu….di non aver potuto gridare al mondo il loro Amore…
    Ma come potean saper anime perse.. e proprio in quel momento l’uscio si aperse….
    L’Amore nascosto…è un peccato per l’anima..E’ un fuoco interiore che esplode..dentro…
    Un saluto caro, e grazie per il sorriso…
    Carlo.

  2. MARIAGRAZIA ha detto:

    Amor condusse noi ad una morte ….La tragedia che si consuma …Presi d’amore ,catturati,fatti prigionieri,non si sono sottratti al proprio destino,non avrebbero potuto,anzi ,ancora adesso non possono,infatti ,l’amore che li ha rapiti ,consegnandoli alla morte non li abbandona ,neanche in quell’inferno ,dove Dante li ha collocati ,senza alcuna pietà.Forse,dovevano giocare d’anticipo……….

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